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La caccia

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Chierico
Chierico

Posted il Mer Lug 02, 2014 9:39 am

 
la mia domanda potrà sembrarvi sciocca.
Io sono un fervente Cattolico, che non avevo mai mancato precedentemente alla assunzione quotidiana del Vero Sangue e Vero Corpo del nostro Signore, morto in croce ad espiazione dei nostri peccati.

Ma recentemente dei fratelli di fede mi hanno convinto di dedicare un po' del mio tempo libero alla nobile arte della caccia al cinghiale, animale molto gustoso ma non particolarmente amato da Nostro Signore.
Così ho acquistato una carabina da caccia grossa e una splendida muta di cani.


Pur troppo sia la caccia sia il quotidiano allenamento al quale i cani devono esseri sottoposti quotidianamente deve avvenire al mattino, impedendomi così di partecipare alla Santa Eucarestia, per gran detrimento dell'anima mia.

D'altra parte le soddisfazioni dell'attività venatoria non han tardato ad arrivare



Ma ciò che è peggio è che le poche mattine nelle quali mi risolvo a compiere il mio dovere di buon Cristiano  io non riesco a pensare ad altro che ai cani che in quel momento mi stanno aspettando, e, sgomento, mi rendo conto come essi stiano usurpando la mia devozione verso l'Altissimo Signore Buon Gesù.
Padre, sono dilaniato, che da una parte sento il mio cuore allontanarsi dalla retta via, dall'altra non riesco a rinunciare alla mia passione.

Cosa mi consigliate?


Che il Signore vi accompagni.



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Moderatore Illuminato
Moderatore Illuminato

Posted il Mer Lug 02, 2014 9:41 am

 
Caro Federico,
girando per internet devi stare più attento fratello! La notizia che riporti non viene da leggo.it ma da lercio.it, un sito satirico, ma anche satanico: porta infatti, mimetizzate da articoli da giornale serio, un sacco di notizie false e blasfeme come quella dell'uomo che va a Medjugorie e, come miracolo, torna a casa ateo (52enne miracolato: va a Medjugorje e torna ateo)!

Questa notizia che tu ci riporti (Teologi rivelano: Gesù aveva un cane) invece è solo distorta: Gesù bambino aveva effettivamente un cane anche se il vangelo apocrifo di Tommaso che parla dell'infanzia di cristo non ne porta notizia; se ne trova comunque traccia in varie altre testimonianze.

Per esempio, dopo anni di meticoloso studio dei 16 rotoli del I° secolo e.v. rinvenuti nel 1978 in una caverna alle pendici settentrionali del monte Horeb, un team di ricercatori esperti nell’analisi di testi antichi ci ha dato conferma certa che nei Testi Sacri ritrovati, viene narrata con dovizia di particolari la vicenda di El'Bahaulon, che il giornale satirico ha distorto in Ebaù per dare un tono ridicolo alla notizia: si tratta proprio di quel cane, il cane di Cristo!

La notizia era già circolata anni fa con lo studio del professor R.W. Joshua sulla base di frammenti ritrovati nel Mar Morto, ma accostare la figura di Nostro Signore a quella di un cane è sempre sembrato scomodo, se non addirittura blasfemo, e vi sono state omissioni e una certa resistenza ad accettare tale verità.

El'Bahaulon, pare fosse effettivamente uno splendido esemplare di pastore di razza semitica.



Dal vangelo apocrifo di Tobia: Il giovane partì insieme con l'angelo e anche il cane li seguì e s'avviò con loro. Camminarono insieme finché li sorprese la prima sera; allora si fermarono a passare la notte sul fiume Tigri ... Il cane li seguiva (Tobia 6:1; 11:4). In questo Vangelo il nome del cane non è riferito, ma è chiara le fedeltà del cane a Nostro Signore e l’affetto del piccolo Gesù che non rinuncia a portare con se il cane anche in presenza dell’angelo. Il cane citato da Tobia segui passo passo il Salvatore dal 12 d.C. fino al 27, anno nel quale passò a miglior vita: sembra quindi certo che fu una figura fondamentale nella formazione umana del Nostro Messia.



Questa scoperta spiega tra l'altro il perché sia del silenzio delle fonti canoniche su quel periodo della vita del Messia, sia dell'avversione altrimenti ingiustificata dei mussulmani per i cani.

Nei molti testi ritrovati, alcuni ancora in fase di analisi, sono presenti parabole che non compaiono negli altri testi, come quella del cane cieco che morse il padrone mentre rincasava a tarda notte, quella del cane peccatore che si morde la coda, quella delle zecche che annunciano il regno di Dio, quella del demonio che tormenta l’anima come le mosche cavalline il deretano di un cane e infine, nel Discorso sulle Beatitudini, riferiamo un passaggio che viene purtroppo omesso nelle trascrizioni recenti: guardate i cagnolini, essi non si preoccupano del domani ma in tutto si affidano alla Misericordia del Padre, prendete esempio, lasciate che il domani pensi al domani.

Fra i tanti vangeli apocrifi, sicuramente quello detto dei dodici apostoli evidenzia in modo particolare l’amore di Cristo verso gli animali: d’altra parte gli Esseni, che ce l'hanno tramandato, si dedicavano ad una vita ascetica e vegetariana.

Tale vangelo, anche detto infatti degli Esseni, probabilmente manipola informazioni vere sulla vita di Gesù in modo da esaltare quegli aspetti che spingono verso una vita vegetariana forse più di quanto il Cristo volesse, ed è anche per questo che non è stato accettato dalla chiesa di Roma tendenzialmente "carnivora".

Il vangelo degli Esseni ci racconta molti episodi interessanti, ma uno dei più importanti narra di quando Gesù trovò un animale domestico abbandonato e lo nutrì con amore. Viene riportato: "Ecco che quest'uomo ha cura di tutte le creature! Sono esse, dunque, suoi fratelli e sue sorelle perché Egli le ami tanto?" Ed Egli disse loro: "Sì, sono vostri fratelli e sorelle. Chi si prende cura di loro, si prende cura di Me. Chi le maltratta, fa soffrire Me!"



Anche le Scritture canoniche menzionano frequentemente i cani domestici sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento: erano usati dagli ebrei come cani da guardia (Isaia 58:10) e da pastore (Giobbe 30:1); se ne parla sì, ma senza quei toni enfatici che troviamo nel vangelo degli Esseni. In particolare comunque le Scritture ci insegnano che le persone facoltose e le classi dirigenti tenevano spesso delle mute di cani da caccia proprio come te, fratello! La caccia infatti era considerata un passatempo adatto alla nobiltà, prova di resistenza e coraggio e questi cani erano trattati molto meglio dei cani selvatici, con cibo regolare ed esercizio. Potevano abbattere addirittura dei leoni!



Quindi l’Antico Testamento fra tutti i cani esalta proprio quelli che tu ami di più!

Il vangelo degli Esseni, però al cap 14, proprio a proposito dei cani da caccia che tu ami tanto, ci racconta un episodio emblematico; Mentre Gesù camminava con alcuni discepoli, incontrò un uomo che addestrava cani per cacciare altri animali e disse all'uomo "Perché lo fai?”. E l'uomo replicò: "Perché vivo di questo. Che utilità hanno questi animali? Sono deboli, mentre i cani sono forti”.



E Gesù gli disse: "Ti mancano la sapienza e l'amore. Vedi, ogni essere creato da Dio ha il suo senso ed il suo scopo. E chi può dire cosa c'è di buono in esso e quale utilità ha per te o per l'umanità? E per quanto riguarda ciò che ti occorre per vivere: guarda i campi come sono fertili e rigogliosi e gli alberi che portano frutti e le erbe! Che vuoi più di quanto ti dà l'onesto lavoro delle tue mani?
Guai ai forti che abusano della loro forza! Guai al furbo che ferisce le creature di Dio! Guai ai cacciatori! Perché essi stessi verranno cacciati”.
L'uomo fu assai sorpreso e smise di ammaestrare i cani per la caccia ed insegnò loro a salvare la vita anziché ad uccidere. Ed accettò l'insegnamento di Gesù e divenne Suo seguace.

Pensa, se anche questo vangelo fosse accettato da Santa Romana Chiesa, dovresti subito smettere di cacciare!


Noi però non ti chiediamo di lasciare il tuo nuovo hobby. Secondo gli esegeti di scuola cattolica infatti il passo spesso citato dai vegetariani per addurre che è Dio a non volerci carnivori è male interpretato: è vero che Genesi 1, 29 dice Poi Dio disse: 'Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo", ma il testo è da interpretarsi semplicemente come narrazione del momento in cui Dio ci donò i vegetali, specie zucchine e cetrioli particolarmente apprezzati fin da allora soprattutto dalle ragazze, ma qui si apre argomento più degno che i nostri studiosi stanno studiando in questo momento alla luce di quanto riporta Sant'Atanasio nel Sacro Evangelo Alessandrino.



Comunque una lettura corretta del versetto non è certo da interpretarsi come esclusione delle carni dalla nostra dieta! In fondo il Signore ci ha fatti onnivori.

I vangeli canonici, evidenziano invece molto spesso l'amore di Cristo per tutti gli animali, non solo i cani, ma soprattutto per quelli che le ragazze definiscono "animaletti pucciosi":
Secondo Giovanni 18,28, Gesù muore sulla croce nel preciso momento in cui, non lontano dal Golgota, avviene il sacrificio di almeno 50.000 agnelli uccisi nel tempio raggiunge il punto culminante, proprio ad accomunare il sacrificio del Messia a quelli degli agnellini che Lui amava tanto.
Quando scaccia i venditori dal tempio, apre le gabbie delle colombe.
Gli apostoli Giovanni e Paolo confermano che Gesù volle sostituire il sacrificio cruento degli agnellini con quello incruento: l'offerta del vino simbolo del proprio sangue.

Ed anche molti dei Santi non hanno lesinato amore agli animali:
Sant'Isacco si riempiva di lacrime davanti alla più piccola creatura.
San Macario guarisce dalla cecità il cucciolo di una iena.
San Girolamo toglie una spina dalla zampa di un leone.
È nota la famigliarità di Sant'Antonio Abate con gli animali.
San Serafino insegnava che solo chi sa pregare può conoscere il linguaggio della creazione e dopo aver terminato le sue preghiere usciva dalla sua cella per nutrire gli animaletti del bosco.
Di San Filippo Neri, numerose sono le testimonianze del suo autentico amorevole rapporto con gli animali: fermava il cocchio per scansare cani, somari e altri animali perché non fossero calpestati. Nella sua stanza non c'era che il letto, alcuni uccellini e il suo cane "Cappuccio".
Di San Francesco poi, tale è la fama, che non c'è bisogno di aggiungere parola.
Non da ultimo San Pio da Pietrelcina: si sa infatti che i Frati di San Giovanni Rotondo tenevano un cane lupo terribile che faceva paura a tutti. Durante il giorno, lo tenevano alla catena. Il cane era stranamente affezionato a Padre Pio, che era prodigo di carezze con lui. E si racconta che tutte le sere, infallibilmente, appena lasciato libero, infilava di corsa la porta del convento, saliva al primo piano e andava a “bussare” alla cella di Padre Pio. Se ne ritornava nell’orto solo dopo che il Padre aveva aperto la porta e lo aveva accarezzato per un po’.



Come puoi ben vedere, solo cani, gatti e animaletti graziosi, ma nessuno mai si è interessato al destino del verro selvatico.

Scopriamo infine, ma non ultimo per importanza, l’interessante pensiero di ben due Papi di oggi:
Giovanni Paolo II citando la sacra scrittura ha spiegato nel 1990 (Messaggio sulla pace e la salvaguardia del creato) come Dio sia intervenuto per mezzo del suo soffio, per donare la vita anche agli animali come fece per l'uomo. Dice ancora: molti passi delle scritture ammettono che anche gli animali hanno un alito o soffio vitale e che l' hanno ricevuto da Dio. Ad esempio, il salmo 103-104 dice di Nostro Signore: Tutti da te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. Tu lo provvedi, essi lo raccolgono. ... Mandi il tuo soffio, sono creati e rinnovi la faccia della Terra, sia gli uomini che gli animali indistintamente. Conclude quindi il papa: per tutte le creature L'esistenza viene dunque dall'azione del soffio-spirito di Dio.



Paolo VI, parecchi anni prima, aveva affermato: Gli animali sono la parte più piccola della Creazione Divina, ma noi un giorno li rivedremo nel Mistero di Cristo. Quindi se per Giovanni Paolo II gli animali domestici hanno un soffio vitale paragonabile all’anima, Paolo VI ci dice che faranno parte del Mistero di Cristo, cioè della Risurrezione, e della vita eterna!




Possiamo allora sicuramente affermare che l’amore per i tuoi cani:
non solo ti accomuna alla santità degli antichi Ebrei che tenevano in particolare riguardo proprio i cani da caccia,
non solo rende felice Gesù e ti accomuna a lui che ha amato per tutta la sua adolescenza il suo adorato El'Bahaulon e che da grande chiese per una muta da caccia un migliore trattamento al loro padrone, ma che, pur in assenza di messaggi chiari nelle Scritture, alla fine del mondo potrai addirittura ricongiungerti con i tuoi amati cani perché, avendo anche loro un anima, risorgeranno e vi rincontrerete in Paradiso, a patto che gli sia data sepoltura alla presenza di un Sacerdote in terra consacrata.



Affrontiamo infine il problema, non da poco, di consentirti di accedere alla Santa Eucarestia, Sacramento indispensabile per il fedele che aspiri alla Vita Eterna nella eterna contemplazione della Maestà della Santissima Trinità, anche durante la caccia.
Qui, non le Scritture, ma addirittura il Diritto Canonico della Chiesa Cattolica ti viene in soccorso: vi si afferma infatti che, in caso di impossibilità a reperire un Sacerdote, un Sacramento può essere celebrato da un qualunque Cristiano, purché maschio, che così facendo, assume sulla propria Anima l'oneroso ruolo di portatore del Divino Carisma.
Ovviamente non si può pretendere che tu trasporti durante il tuo faticoso passatempo tutto l'ambaradan che sembrerebbe necessario, in particolare il fiasco di vino e un grosso pane di casa, quindi aiutati che Dio ti aiuta: nel caso di specie dovrai scegliere la migliore delle tue prede e strappargli via il cuore ancora caldo da consacrare per la vostra comunione.
Non trattandosi di un grazioso animaletto puccioso, farai certamente cosa gradita al Signore squartando il suo torace ancora caldo per strappargli via il cuore ancora pulsante coi denti, ma stai bene attento a non contaminarlo con le tue mani lorde.



Qualcuno potrebbe dire che ci è proibito mangiare carni di porcastro come il cinghiale, è stato infatti detto (Lev 11,7-8) ... il porco, conciossiaché egli abbia il piè forcuto, e spartito in due, ma non rumini; sienvi immondo. Non mangiate della carne loro...

Ma questo vale per solo i giudei, che San Paolo (Atti 10,10) ci narra della visione di Pietro: "Gli venne fame e voleva prendere cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi. Vide il cielo aperto e un oggetto che discendeva come una tovaglia grande, calata a terra per i quattro capi. In essa c’era ogni sorta di quadrupedi e rettili della terra e uccelli del cielo. Allora risuonò una voce che gli diceva: “Alzati, Pietro, uccidi e mangia!”. Ma Pietro rispose: “No davvero, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di profano e di immondo”. E la voce di nuovo a lui: “Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo più profano”.



Quindi se Nostro Signore autorizzò allora Pietro, autorizza oggi tutti noi a uccidere e mangiare ogni animale, perché Dio ha purificato col Sigillo della Nuova Alleanza tutte le Sue creature.
In ogni caso, anche se volessimo attenerci al Levitico, ci viene in aiuto la transustanziazione che tutto muta in corpo di Cristo!
Per sostituire pane e vino, dovrai perciò fare a pezzetti il cuore, strizzarlo bene per estrarne tutto il sangue e raccoglierlo in un qualunque bicchiere, possibilmente a forma di calice, meglio se preventivamente benedetto.
Poi cercherete di ritagliare un momento di pausa per cucinare lo spezzatino.
A questo punto uno tra voi cacciatori officerà il Sacro Rito; leverà al cielo prima lo spezzatino di cuore del cinghiale e pronuncerà: Prendete e mangiatene tutti, questo è il Mio Corpo offerto in Sacrificio per Voi; quindi prenderà il sacro calice con dentro il sangue, lo benedirà e pronuncerà: Prendete e bevetene tutti questo è il Mio Sangue versato in Sacrificio per Voi e il cuore e il sangue del maialone selvatico si trasformeranno, per volontà di Nostro Signore, in vero Sacro Cuore di Gesù e in Vero Sangue di Cristo.



Mi raccomando però, non dimenticare che anche i tuoi cani hanno un'anima che è immortale e che salirà al cielo, quindi dovrai ricordarti di renderli partecipi della mensa del Signore: ne riceveranno benefizi nel corpo e, nell'anima. Che è scritto (Marco 7,28) "anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli."

Anzi colgo l'occasione per ricordarti che sarebbe cosa santa se i tuoi cani venissero educati alla preghiera ed a frequentare la Santa Messa come è ormai usanza in molte famiglie cristiane.



Infine offrirai in olocausto gradito al Signore il grande omento e le altre membrane dell'animale.

Che il Signore delle Schiere di Israele nella Sua illimitata Misericordia ti indichi e ti guidi sui più proficui sentieri di caccia.



La Redazione di Risposte Cristiane







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