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Il peccato di lenocinio

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Novizia
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Posted il Dom Set 07, 2014 9:07 am

 
Salve a tutti, volevo condividere con voi un pezzetto di omelia che mi ha lasciato stravolta. Il sacerdote stava meditando sulla frase "a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi." Poi ha detto più o meno così "sono stato costretto a non dare l'assoluzione una volta ad una persona che sfruttava le prostitute. Gli ho detto che doveva restituire il maltolto ai clienti e alle ragazze, chiedere scusa e cambiare mestiere. Lui  si e' rifiutato perché non avrebbe saputo in quale altro modo mantenere la propria famiglia"

Mi chiedo se in casi come questi sia giusto non assolvere, perché è raro che un delinquente incallito si penta e inoltre perchè i suoi peccati devono mettere in ristrettezze economiche una intera e magari ignara famiglia?. Non era più giusto consigliarli di condurre una vita onesta e assolverlo comunque?
E se questo penitente si fosse spaventato al punto da non volersi più convertire?
La mia non è certo una critica al confessore, il mio sacerdote ha sicuramente la capacità di discernimento. Ma se uno è pentito deve necessariamente morire di fame o andare in carcere? Mi metto nei panni di questa persona.. poveretto!

Che ne pensate?



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Posted il Lun Set 08, 2014 9:33 am

 
speranza ha scritto:Salve a tutti, volevo condividere con voi un pezzetto di omelia che mi ha lasciato stravolta. Il sacerdote stava meditando sulla frase "a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi." Poi ha detto più o meno così "sono stato costretto a non dare l'assoluzione una volta ad una persona che sfruttava le prostitute. Gli ho detto che doveva restituire il maltolto ai clienti e alle ragazze, chiedere scusa e cambiare mestiere. Lui  si e' rifiutato perché non avrebbe saputo in quale altro modo mantenere la propria famiglia"

Mi chiedo se in casi come questi sia giusto non assolvere, perché è raro che un delinquente incallito si penta e inoltre perchè i suoi peccati devono mettere in ristrettezze economiche una intera e magari ignara famiglia?. Non era più giusto consigliarli di condurre una vita onesta e assolverlo comunque?
E se questo penitente si fosse spaventato al punto da non volersi più convertire?
La mia non è certo una critica al confessore, il mio sacerdote ha sicuramente la capacità di discernimento. Ma se uno è pentito deve necessariamente morire di fame o andare in carcere? Mi metto nei panni di questa persona.. poveretto!

Che ne pensate?
Povero, che male ha fatto in fin dei conti, se deve mantenere la famiglia e non ha un altro lavoro...



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